Dove va la tecnologia? Tre progetti di crowdfunding “smart & social”

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In blu i progetti che hanno avuto esito positivo su Kickstarter lo scorso anno: ce la fa uno su te

L’epoca d’oro del crowdfunding è ancora lungi dal vedere un tramonto: secondo Fundly siamo oltre i 34 miliardi di dollari di finanziamenti raccolti nel 2017 tra i maggiori (e unici, di fatto) macro-mercati di riferimento: Nord America, Europa e Asia. Uno dei pochi settori ancora appannaggio del mondo occidentale che muove da solo, tra Unione Europea e USA+Canada, quasi 28 miliardi di dollari di progetti finanziati attraverso questo tipo di piattaforme. Parliamo ormai di uno strumento molto evoluto, che vede piattaforme come Kickstarter, Indiegogo e molte altre affiancate da modelli di business sempre più sofisticati come Crowdcube che punta sull’equity crowdfunding con requisiti d’accesso e gestione strutturati e perk interessanti per gli investitori. Nel cammino delle startup è quindi sempre più importante calibrare bene tempistiche di accesso alle piattaforme e campagne di crowdfunding in modo da non mancare il bersaglio in termini di obiettivi di finanziamento e per rispettare il delivery time sia nelle realtà product based che nelle aziende di servizi. Ed è un tema strategico, come dimostra il fatto che solo un progetto su tre, secondo il recente rapporto di Kickstarter, di fatto riesce a cogliere l’obiettivo, in un’arena molto eterogenea in base alle categorie settoriali e al campo di specializzazione di aziende, progetti, founder.

 

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Il numero di progetti finanziati nelle varie categorie di Kickstarter nel 2018. Musica, film e video, giochi, editoria design e tecnologia sono le categorie più gettonate

Aldilà dei numeri dell’anno appena concluso, e degli importi per categoria che, rispetto al grafico sopra, vedono guadagnare qualche posizione sia al settore tecnologia che a quello del design (probablimente anche per un maggiore costo unitario dei progetti), è utile un carotaggio di alcuni dei progetti leader della piattaforma nelle ultime settimane. Sia in termini di backers che in termini di fondi raccolti, ma anche per capire quali sono i trend dove è orientata la faccenda. E’ una nostra selezione, non esaustiva, ma offre una buona prospettiva d’insieme:

1 – Phrozen: ovvero le stampanti 3D consumer oriented per gli artigiani 4.0

L’azienda di Taiwan produce da oltre cinque anni alcune tra le più interessanti stampanti 3D sul mercato ed arriva ora con una soluzione specifica per chi vuole stampare su volumi elevati e soprattutto in sequenze che evitano processi di assemblaggio posteriori che possono ritardare ulteriormente la produzione o prototipazione. Una soluzione low cost orientata al grande pubblico e utile per dentisti, artigiani, creatori di oggetti di gioielleria e design. Un progetto che ha raccolto oltre 340 mila dollari da un obiettivo iniziale di 26mila dollari (!)

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Un estratto del video pitch di Phrozen Transform con una panoramica di alcune delle caratteristiche principali rispetto alle altre stampanti 3D sul mercato. Costo, dimensione, versatilità sono gli aspetti più interessanti

2 – Nan01: la microcamera astronomica…ancora più micro!

Il progetto ha raccolto quasi 130mila dollari finora rispetto all’obiettivo iniziale di 77mila dollari ed è il prodotto di un professionista della fotografia alle prese con le complessità delle applicazioni astronomiche dell’esigenza moderna di documentare, fotografare e riprendere qualsiasi cosa. Se GoPro presenta la sua Hero7 al CES di Las Vegas quest’anno, ancora latitano prodotti validi in grado di offrire soluzioni chiavi in mano per tutti gli astrofili in grado di proiettare in una dinamica smart & social uno degli hobby più affascinanti. In realtà la forza del progetto non è nell’ennesima microcam con produzione cinese e sensori altamente sensibili, ma una suite integrata.

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Quello che differenzia ad esempio una GoPro da una action cam qualsiasi (come Victure, Apeman o molte altre): avere servizi, software, compatibilità e qualità dei servizi senza eguali (pensate a Quik la app di GoPro per realizzare in 30 secondi montaggi video multimediali e condividerli sui social e sulla community GoPro senza dover combattere con raw footage infiniti della vostra action cam). Nan01 segue la scia dell’approccio multicanale alla propria customer base: offre una mappa in realtà aumentata alle stelle per guidare l’utente tra le costellazione, e un set prefissato di filtri e regolazioni per semplificare l’approccio alla fotografia astronomica. Oltre al WiFi integrato con un software immediato ed efficace di trasferimento e condivisione del materiale video e fotografico. Un prodotto ad alto livello, alla portata di molti.

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Poteva mancare un Time Lapse astronomico…? No davvero, e qui possiamo capire il potenziale di Nan01 senza incagliarci nei dettagli tecnici

 

3 – Pigzbe: ovvero insegnare ai vostri figli, già a sei anni di età, come gestire budget, finanze, risparmi e…molto altro.

Pigzbe è un device rosa, che ricorda un maialino, pensato per bambini dai 6 anni in su per insegnare a gestire un budget e guadagnare denaro in base a compiti e ricompense.  Il progetto ha raccolto oltre 93mila dollari finora rispetto ad un obiettivo della metà circa (sono ancora disponibili parecchi device se vi interessa o se avete programmi procreativi a breve). Un primo passo nella gestione finanziaria attraverso il gioco ed i piccoli compiti quotidiani della vita in famiglia. Aldilà del fatto che abbia una propria crypto-valuta (il Wollo, davvero!) su cui gira tutto il sistema e che consente di mantenere estremamente basse le fee di gestione, la vera novità è un’altra.

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Il sistema attraverso il dispositivo ed una app molto intuitiva di fatto permette di gestire compiti (lava i piatti, metti in ordine, porta a spasso il cane, dai da mangiare al gatto e così via) con un sistema di ricompense. Oltre a questo i Wollo e l’accumulo di ricompense permette ai ragazzi di imparare giocando, e gestire le proprie finanze, oltre che la paghetta (allowance) che i genitori possono trasferire via app con un semplice click. Il Wollo è poi spendibile ovunque e può caricare una carta Visa. Ma le immagini fanno capire molto di più: in un mondo in cui i bambini in età pre-letterale comunicano con le emoji, non è una cattiva idea cominciare a porre sfide (giocose) impensabili per la nostra (e la vostra?) generazione.

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Creare un task e…ricompensarlo in Wollo. La cripto-valuta su cui si basa tutto il sistema. Non male, eh?

Header Photo by Edu Lauton on Unsplash

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