E-commerce: quali sono i top retailer online?

Amazon, Apple.com e Walmart insieme fanno circa 100 miliardi di dollari di fatturato e-commerce (dato 2017) che rappresenta tuttavia meno del 10% del market share dimostrando che il mercato è ancora abbastanza frammentato (quota che aumenta se prendiamo in considerazione il GMV). In dettaglio vediamo il gross merchandise volume (GMV) dei top e-tailer poi ed otteniamo una visione abbastanza realistica di quelli che sono i top player, in base agli ultimi dati di vendita disponibili (fonte: Activate).

market share

Ecco una sintesi della market share in base al gross merchandise volume 2017

Se Amazon la conosciamo tutti è utile sapere che nel 2017 è cresciuta del 15,9% in termini di vendite nette con USA, Germania, Francia, UK, Italia, tra i maggiori mercati. Sugli altri è utile andare ad approfondire:
TMall.com è una delle piattaforme del gruppo Alibaba, attiva in Cina, ed ha anche una versione (Tmall.hk) che gestisce le transazioni cross-border e-commerce. Un regime agevolato per chi adotta un modello di business che non prevede entità legale diretta dell’azienda in Cina e che consente di vendere i propri prodotti al consumatore finale come se questo si recasse da noi in negozio durante un viaggio fuori dalla Cina. Ovviamente ci sono dei limiti di spesa (per ordine e totale annuale dello speso), ma è una normativa nata nel 2016 in Cina che il governo punta ad espandere in un’ottica di ulteriore agevolazione del fiorente mercato e-commerce cinese. Gli investimenti non sono neanche lontanamente paragonabili ad alcuni marketplace occidentali (costi di logistica a parte, servono importanti investimenti in marketing e promozione della visibilità, ingaggio di una third party agency cinese che gestisce lo store, e diverse altre voci di spesa non secondarie).

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Uno dei mega-eventi TMall in Cina (per l’11/11). L’allestimento rimanda al gattino del logo, ovviamente

JD.com è il marketplace del gruppo Tencent (grande rivale di Alibaba Group tra i tech giant cinesi) con quasi 55,5 miliardi di dollari di fatturato ed oltre 300 milioni di utenti attivi. Da febbraio 2018 sta investendo massicciamente per una presenza più radicata in Europa, e nel frattempo ha annunciato due importanti operazioni:  la prima è la partnership con Metcash per la vendita online nel settore grocery (la spesa di tutti i giorni) sicuramente strategico in un paese in cui da HeMa (supermercato del gruppo Alibaba) puoi avere un’esperienza di acquisto offline2online veramente all’avanguardia, pagando da smartphone, avendo la consegna rapida a casa anche del fresco, e numerose altre feature che fanno invidia all’Occidente (app che sfrutta la gamification dell’ippopotamo-simbolo e tante altre caratteristiche innovative…). La seconda è la vendita del proprio braccio finanziario.

jd

Taobao fa sempre parte del gruppo Alibaba ed ha oltre seicento milioni di utenti attivi, principalmente rivolto al C2C: transazioni tra utenti per la compravendita e-commerce, come poteva essere eBay in occidente circa dieci anni fa. Tra le novità che sviluppa il gruppo ci sono tecnologie adattive sulla ricerca che adottano anche approcci semantici, e soprattutto la possibilità di profilare l’enorme base di utenti attraverso i big data che essi generano, incrociati con le altre piattaforme che comprendono social, media, canali di entertainment, strumenti di finanza al consumo e molto altro.

Rakuten è invece la piattaforma leader in Giappone che nel 2017 ha raggiunto oltre 7,3 miliardi di euro di fatturato e gestisce oltre un terzo delle transazioni e-commerce. A metà di quest’anno sembrava volesse lanciare una propria crypto-moneta simile a Bitcoin dopo l’acquisizione di una startup californiana, ma dopo le ultime vicende della bolla speculativa sulle criptomonete ci sono perplessità diffuse sulla reale implementazione. Anche se, IMHO, potrebbe portare valore aggiunto su micropagamenti legati al content making che vedo però poco in linea con l’approccio mainstream marketplace del gruppo.

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Pinduoduo

Tra i rimanenti vorrei evidenziare solo uno small player emergente (se così si può definire visto il valore assoluto della quota GMV): Pinduoduo che ha messo a segno una IPO negli Stati Uniti raccogliendo oltre un miliardo e mezzo di dollari. Di fatto è una piattaforma e-commerce che offre un catalogo molto ampio di prodotti dalle categorie legati alla spesa di tutti i giorni (grocery) fino agli elettrodomestici, ma implementa nel processo di acquisto una componente social nativa che l’azienda definisce team purchase. In pratica posso condividere prodotto ed informazioni nella mia cerchia di contatti e follower sui social, come WeChat, e far ottenere un prezzo basso legato al mio suggerimento. Un processo che invita all’interazione, alla condivisione e rende ancora più dinamica ed interattiva l’esperienza di acquisto, grazie alla possibilità di spuntare prezzi migliori giocando in squadra insieme ad amici, contatti, follower. Da tenere certamente sui radar.

[Header Photo by Yiran Ding on Unsplash]

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