Enerbrain: una startup made in Italy per la smart city del futuro

Enerbrain è una startup italiana (con un team internazionale) che sviluppa soluzioni tecnologici per gli edifici in grado di tagliare i consumi incrementandone l’efficienza energetica e le condizioni ambientali. Un passo avanti nell’integrazione tra dispositivi e sensori tipici della IoT (internet of things) al servizio del miglioramento delle performance energetiche degli edifici.

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Enerbrain: una startup made in Italy con un team internazionale

La startup a sede a Torino ma il team è internazionale e conta su un ventaglio di professionalità eterogeneo: imprenditori, tecnici informatici, esperti ambientali. La sfida è quella di rendere smart gli edifici e valorizzare asset che sono strategici non solo a livello economico, ma anche nella dimensione sociale della vita quotidiana.

Abbiamo fatto una chiaccherata interessante con i founder di Enerbrain. Molti parlano di smart city di questi tempi (abbiamo tentato di fare una selezione su queste pagine), ma qui siamo di fronte a soluzioni concrete, scalabili, intelligenti. Dopo tutto ideas are commodity, execution is not come dice Michael Dell (CEO di Dell Technologies)

Come nasce Enerbrain? Come siete arrivati alla composizione del vostro team?

Enerbrain nasce da 4 fondatori che prima di diventare soci erano amici, colleghi e collaboratori. Tutto è partito da un’intuizione di uno dei fondatori Marco Martellacci e da Giuseppe Giordano che unendo le forze insieme a Filippo Ferraris e Francesca Freyria hanno deciso di fondare Enerbrain. Come possiamo regolare la temperatura in mandata per rendere l’edificio confortevole e meno energivoro? Questa la domanda che ha fatto scattare la scintilla. Il team era inizialmente sparso per il mondo ed ha poi deciso di riunirsi nella città natale: Torino.

Cosa ne pensi del sistema di supporto alle startup in relazione al vostro progetto?

L’aver tutti o quasi vissuto lavorato e studiato all’estero tra America e Gran Bretagna, ha permesso di avere una visione più ampia di quelli che sono i meccanismi di supporto per realtà indipendenti ed emergenti come le startup.

E’ sicuramente più semplice all’estero ricevere supporto economico come investimenti oppure prestiti di denaro da parte delle banche, un po’ per un’abitudine ad accogliere nuove idee e spirito imprenditoriale maggiore un po’ perché si dà più fiducia e si dà la possibilità e l’opportunità di provare a creare un qualcosa di nuovo.

Per quanto riguarda il crowdfounding, non ci siamo mai esposti in questo tipo di iniziativa essendo un prodotto/servizio il nostro non per edifici residenziali. Il mondo accademico ci ha accolti con entusiasmo e curiosità, soprattutto il Politecnico di Torino tramite il suo incubatore di imprese innovative (I3P) del quale facciamo parte, che ci propone iniziative e momenti di condivisione degli obiettivi tra le varie startup.

Inizialmente, essendo la nostra realtà una novità erano più le volte le quali contattavamo noi giornali, blogger e la stampa in generale rispetto alle richieste nei nostri confronti. Stiamo notando un notevole aumento di richiesta di informazioni da parte della stampa, grazie anche alla partecipazione ad eventi e fiere che ci hanno permesso di aumentare i contatti e di farci conoscere.

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Energy cloud per ottimizzare le performance indoor degli edifici

Qual è il posizionamento di mercato di Enerbrain? Puntate al segmento corporate / community o anche al consumatore comune?

Il target di Enerbrain sono gli edifici non residenziali in tre categorie: studio e lavoro, ospitalità e sanità, retail e divertimento, con costi annuali di riscaldamento/raffrescamento superiori ai 70 mila euro.

Abbiamo scritto molto di aziende come Tesla (con il suo powerwall e la Gigafactory), Nest e altri player minori come Ohmconnect, Yetu e altri.L’integrazione è la strada vincente, secondo molti osservatori. Come vedi possibile integrare Enerbrain ed altri prodotti o sistemi IoT nell’edificio smart del futuro?

L’integrazione con altri sistemi è decisamente la strada vincente quando si parla di edifici fruiti dalle persone, in quanto un edificio smart, per poterlo essere, deve essere un edificio dinamico, con vari elementi che lo supportano al meglio e a seconda delle esigenze specifiche dello stesso. Enerbrain è in grado di potersi integrare a qualsiasi tipo di sistema HVAC in maniera non invasiva e in poche ore, crediamo fortemente che una buona soluzione per rendere gli edifici smart debba compromettere il meno possibile le caratteristiche basiche dell’edificio e debba essere un plus che si possa sommare in breve tempo.

Nella vostra project gallery abbiamo notato realizzazioni molto interessanti. Qual è il progetto che vi ha dato maggiore soddisfazione? Perchè?

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Qualche informazione sul progetto 8 Gallery a Torino

Al momento, l’edificio che ci ha dato maggiori soddisfazioni è l’8 Gallery, (qui il progetto) poiché è stato il primo edificio nel quale abbiamo installato e ci ha dato il feedback finale che aspettavamo per dimostrare la fattibilità della nostra soluzione. Abbiamo ottenuto un risparmio pari al 32% per climatizzazione estiva, appurandone i vantaggi anche durante il periodo estivo e non solo in quello invernale.

La soddisfazione è derivata anche dal fatto che questo tipo di edificio essendo un centro commerciale è un edificio dinamico durante l’arco della giornata con affluenze che variano, spazi fruiti differentemente, riuscire a gestire queste dinamiche ci ha reso molto soddisfatti del nostro lavoro.

Si parla molto di Internet of Things, smart home e smart grid. Qual è il futuro del settore a tuo avviso? Quali sono i segmenti che promettono maggiore sviluppo nei prossimi anni?

Sicuramente il concept della casa smart sta prendendo piede già da qualche anno e va aumentando la sua scia di componenti che ne ottimizzano sprechi e ne migliorano la vivibilità. L’internet of things offre innumerevoli opportunità su più fronti, quello della sfera privata e quindi della casa ha sicuramente un ruolo importante ed incisivo.

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Smart city significa integrare le tecnologie

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