Amazon, Alibaba, e la corsa all’e-commerce nel sud est asiatico

iPrice ha concluso, qualche ora fa, un round A series di finanziamento di quattro milioni di dollari. Non male per un servizio di aggregazione per l’e-commerce basato in Malesia che non ha neanche diciotto mesi di vita. Una piattaforma che mira a diventare la destinazione unica per lo shopping online in tutto il sud est asiatico, ed offre servizi che vanno dalla comparazione dei prezzi, alla product discovery fino ai servizi di meta-ricerca che acquisiscono ogni ora un crescente flusso di utenti online.

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iPrice, startup fondata neanche un anno e mezzo fa, offre vari servizi aggregati per l’e-commerce in tutta l’area SEA: dalla comparazione dei prezzi, alla meta-ricerca di prodotti, fino alle offerte speciali

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Steven Scrive – head of Amazon ASEAN

I grandi player non stanno a guardare: a novembre Amazon ha puntato fortemente sull’espansione del proprio business asiatico, non solo introducendo Prime in Cina, ma investendo oltre tre miliardi di dollari in India e realizzando alcune (presunte) operazioni preliminari di spessore per un lancio imminente nel sud est asiatico partendo da Singapore. Secondo TechCrunch ed altri magazine bene informati, Steven Scrive (direttore ASEAN di Amazon) guiderebbe l’acquisizione di asset commerciali e logistici sotto copertura per avviare servizi evoluti come Amazon Fresh.

Alibaba ha invece fatto una mossa pesante con un investimento di un miliardo di dollari in Lazada (50% in nuovo capitale e 50% in azioni) che è di fatto il maggior player e-commerce in tutta la regione SEA, e che sperimentava negli ultimi mesi enormi problemi finanziari nonostante i vari round di seed investment dovuti soprattutto ai costi impressionanti nel servire sei mercati emergenti contemporaneamente. Buona notizia per i founder (Rocket Internet) che dopo quattro anni di attività registrano un ritorno quindici volte superiore rispetto al proprio investimento iniziale.

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Amazon Fresh

La corsa competitiva non è dovuta solo ai valori di crescita dei mercati SEA, ma da alcuni driver che sono unici rispetto alle aree limitrofe. Un esempio su tutti è la percentuale di under 40 della popolazione, che arriva al 70% contro valori già elevatissimi della Cina (57%), insieme all’importante problema dell’accesso ai punti vendita, dato che il numero dei retail store disponibili sul territorio non arriva neanche ad un terzo di quello dei mercati evoluti.

Secondo il recente studio Google + Temasek (disponibile qui per intero) il solo mercato e-commerce nell’area SEA (Filippine, Thailandia, Vietnam, Singapore, Malesia, Indonesia) crescerà di oltre 16 volte rispetto al valore 2015 con una quota sul totale delle vendite retail che passerà dallo 0,8% al 6,4%. Un trend impressionante che sarà guidato dalla crescente penetrazione di internet, dal sentiment dei consumatori e dall’evoluzione nella disponibilità dei prodotti unita al generale incremento del PIL e delle capacità di acquisto. In dieci anni tutti i mercati e-commerce dell’area SEA varranno oltre 5 miliardi di dollari, con un boom enorme per l’Indonesia che, secondo Google, arriverà all’impressionante volume di 46 miliardi di dollari.

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La crescita del mercatro e-commerce nei paesi SEA: incremento di 16 volte in dieci anni

Eppure le sfide non mancano. Oltre alle grandi incognite logistiche e relative all’assetto competitivo dei vari player che si stanno affacciando sul mercato ci sono problemi strutturali non indifferenti. La bassa penetrazione di internet in alcune periferie insulari, soprattutto in Indonesia e Filippine, unita al fatto che tutti i mercati (esclusa Singapore ovviamente) hanno standard di velocità ed ampiezza di banda molto inferiore alla media. Ma la sfida principale è sicuramente nei meccanismi di pagamento. Circa il 70% della popolazione è unbanked non ha quindi accesso ad alcun servizio bancario o carda di credito, con una forte dipendenza dal cash on delivery. Un problema soprattutto in Indonesia, Vietnam e Filippine che non vede a breve soluzioni alternative. Opzioni come Alipay o il rivale Tencent payment (WeChat) che offrono sistemi e-payment alternativi con ottimi riscontri soprattutto in Cina, tali da surclassare ampliamente l’utilizzo dei normali circuiti di carte di credito o pagamenti bancari. Tra i settori che guideranno lo sviluppo del mercato e-commerce ci sono quello dei viaggi, della biglietteria aerea e ferroviaria, del trasporto urbano. Una delle altre sfide all’orizzonte sarà guadagnare la fiducia del consumatore, dato che si registrano tassi di frode telematica molto elevata e bassi livelli di consapevolezza dell’utenza. Un ostacolo che si può affrontare non solo investendo sulle infrastrutture, spesso dipendenti da variabili di sistema difficilmente influenzabili, ma attraverso una immediata integrazione tra la presenza offline e quella online. L’integrazione tra negozi online e brick-and-mortar store che già rappresenta il valore aggiunto dei player di maggiore successo nel settore.

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L’incremento in volume del mercato e-commerce varia a seconda del paese. I tassi di crescita maggiori si registrano in Indonesia, Filippine, Vietnam.

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Lazada, la piattaforma e-commerce che ha ricevuto circa un miliardo di dollari di investimento da Alibaba

[header pic by Andy Beales – via Unsplash]

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