Co.Re. la startup italiana che punta su un materiale rivoluzionario

La ricerca nel campo dei nuovi materiali è un traguardo competitivo che conta diversi concorrenti. Colossi e piccole startup si contendono la leadership nell’innovazione trascinando verso nuovi confini la produzione industriale. Neanche due settimane fa Legambiente presentava un rapporto dettagliato (qui il file) sugli oltre cento nuovi materiali per l’edilizia sostenibile che innescano i benefici economici e ambientali dell’economia circolare.

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Eugenio Fossat R&D manager e co-founder di Co.Re.

Un settore della R&D italiana che regala soddisfazioni anche in campo manifatturiero, e che apre spazi importanti nel definire i nuovi trend dell’industria Made in Italy. Un esempio molto interessante è il MadFlex: un pannello rigido e flessibile che offre applicazioni importanti nella nautica, nell’automotive, e in molti altri settori industriali. Un materiale figlio della scommessa di quattro giovani professionisti che hanno fondato Composite Research nel 2014 (Co.Re.) e che stanno ottenendo riconoscimenti interessanti.

Abbiamo intervistato Eugenio Fossat:  chimico, R&D manager e co-founder di Co.Re. (qui il company profile, se volete approfondire).

Come nasce CoRe?

Ho sempre sognato di creare un’azienda di ricerca e sviluppo nel campo dei nuovi materiali: un’azienda capace di aiutare le altre imprese a sviluppare prodotti più performanti, duraturi, ecologici. Ma per iniziare mi serviva un’idea facilmente applicabile, che facesse da biglietto da visita all’azienda.

L’idea arrivò nel 2014 quando mi trovai a dover far passare da una porta un grosso pannello in carbonio, materiale noto per la sua rigidezza. E se fosse flessibile, mi chiesi? Così nacque il MadFlex, pannello composito rigido da un lato, arrotolabile dall’altro.

Intorno a quell’idea fu abbastanza semplice mettere insieme una squadra di quattro giovani professionisti, provenienti sia dal settore tecnico che commerciale, conosciuti in un’azienda di R&D nel campo dell’energia eolica. Così, all’inizio del 2016, io, Nicola Giulietti, Nadia Ceolin e Marco Morrone, con l’appoggio di due business angels, abbiamo fondato Co.Re.

Cosa ne pensi del sistema di supporto alle startup in relazione al vostro progetto?

La nostra storia a dir la verità è un po’ atipica.  I primi esperimenti hanno avuto luogo, nonostante le lamentele di mia madre, nel suo garage, con strumentazione degli anni ‘60 rimessa a nuovo con l’aiuto di amici . Da lì ci siamo direttamente trasferiti nello spazio messo a disposizione gratuitamente da un imprenditore torinese, interessato a seguire da vicino gli sviluppi dell’idea. Infine, altri due imprenditori piemontesi, ci hanno messo a disposizione a Mappano (nella periferia torinese) locali ed alcune attrezzature per la produzione di compositi.

Oltre a trovare un solidale supporto nel mondo imprenditoriale (ed approfitto per ringraziare chi ha creduto e ci ha supportato nel nostro progetto), abbiamo da subito cercato collaborazioni all’interno dell’Università. Lì abbiamo trovato diverse collaborazioni ed anche un socio: il professor Costa dell’Università di Torino. Pochi mesi fa è stata pubblicata una tesi su una particolare variante del nostro materiale dalla facoltà di Chimica dell’Università di Torino.

Cos’è  MadFlex e quale valore aggiunto offre rispetto ad altri materiali?

Come molti altri materiali compositi, il Madflex offre grande resistenza meccanica, leggerezza, ottime prestazioni chimiche, possibilità di essere termoformato nelle forme desiderate. Ma la novità assoluta è la sua capacità di arrotolarsi verso una faccia (un pannello lungo 9 m può essere racchiuso in un cilindro con diametro di 20 cm!) per poi tornare rigido e resistente quando si prova a fletterlo verso la faccia opposta. Ciò permette di creare oggetti e componenti flessibili/arrotolabili, facili da trasportare o riporre in poco spazio, senza dover ricorrere a complessi sistemi meccanici.

Inoltre ha delle ottime capacità coibentanti, che gli permettono di trovare impiego ad esempio in campo architettonico.

Infine presenta un basso impatto ambientale. Basti pensare che un pannello in Madflex con un peso di soli 1,8 kg, presenta prestazioni meccaniche analoghe a quelle di un pannello in alluminio da 10 kg, i cui costi in termini ambientali sono circa 5 volte superiori; ed i costi in termini economici sono paragonabili o inferiori.

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Nautica, automotive e aerospazio sono settori di eccellenza che trainano l’export made in Italy. Quali sono le soluzioni di CoRe per le aziende di questo settore? Avete un case history da condividere per illustrare il potenziale della vostra azienda?

Abbiamo già iniziato ad analizzare l’impiego del Madflex nei settori Automotive e Nautico insieme a partner industriali che vi operano. Per il settore dell’Aereospazio, dove gli standard sono più elevati, stiamo partendo adesso. Alcune applicazioni innovative sono già in fase di studio o prototipazione, ma al momento sono  coperte ad accordi di riservatezza, perciò dovrete aguzzare la fantasia per immaginarle o aspettare che escano sul mercato.

La domanda che noi facciamo ai nostri potenziali clienti è:- Voi, con un materiale così, che cosa ci fareste? – E le risposte sono sempre innovative ed intelligenti.

Quali direzioni di sviluppo (prodotto e marketing) prenderà il vostro progetto?

La nostra idea di business, che stiamo via via attuando, è basata sulla collaborazione. Noi non produciamo niente di tangibile, se non dei prototipi. La produzione del materiale, quella dei prodotti finiti e la loro commercializzazione è demandata ad aziende partner. In questo modo ciascuno fa quello che sa fare meglio. Noi sviluppiamo nuove varianti di Madflex su richiesta dei partner e nuovi  materiali (abbiamo infatti anche altre idee in cantiere); facciamo R&D applicata, insomma. E questo è quello che sognavo di fare e che vogliamo fare anche nel futuro, anche perché ci diverte e ci appassiona.

Inoltre siamo convinti che la soluzione alla crisi e ai problemi, che negli ultimi anni hanno colpito il pianeta, consista anche nella ricerca di nuove idee e prodotti.

[header photo by Matthew Henry via Unsplash]

asilo comunale di Guastalla

Un esempio di nuovi materiali: l’asilo di Mario Cucinella a Guastalla (RE) con pannelli in legno massiccio a strati incrociati. L’architetto è, tra l’altro, riuscito nell’intento di creare un open space che ricordasse il ventre di balena di collodiana memoria…

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