Google Nest stacca la spina a Revolv: gli utenti sono furiosi

Nest, la startup rivoluzionaria acquisita tempo fa da Google e gestita attraverso la sua parten company Google Alphabet, ha acquisito Revolv nel 2014 una delle startup più promettenti nel mercato della domotica, che ha inventato uno smart hub rivoluzionario in grado di gestire in maniera facile e centralizzata un’ampia gamma di prodotti e funzioni presenti sul mercato annullando di fatto qualsiasi problema di compatibilità.

Tony Fadell - CEO di Nest

Tony Fadell – CEO di Nest

Revolv aveva già smesso di vendere il proprio prodotto subito dopo la notizia dell’acquisizione, mentre Nest dichiarava alla stampa che la fusione era più che altro mirata ad acquisire il team della startup di Boulder, Colorado piuttosto che ha integrare nella propria gamma lo smart hub oppure la community di utenti che hanno acquistato il prodotto. Il co-fondatore dell’azienda, Matt Rogers, dichiarava a suo tempo a Re/Code:noi non siamo I fautori dell’ennesimo smart hub di cui la gente dovrebbe preoccuparsi. E’ semplicemente un team grandioso, incredibile. C’è un livello tale di talento ed esperienza nel settore delle comunicazioni wireless domestiche in queste dieci persone che non ha eguali al mondo

La tecnologia nel frattempo è stata integrata nella piattaforma proprietaria di Nest, eppure nessuno avrebbe mai pensato che il dispositivo sarebbe stato addirittura disabilitato neppure due anni dopo. Evidentemente le previsioni palesate su questo blog a suo tempo non avevano visto male nell’evidenziare l’astuzia della mossa di Nest nell’acquisire Revolv.

I fondatori di Revolv hanno appena pubblicato un post sui propri canali digitali annunciando agli utenti che gli sforzi profusi nella piattaforma di Nest gli impediscono di allocare ulteriori risorse su Revolv e li vedono costretti a disabilitare il dispositivo a partire dal 15 maggio prossimo, rendendo di fatto il prodotto inutile e inservibile.

Cattura

Lo smart hub di Revolv  (riposi in pace)

Il Guardian scrive che Business Insider, il primo a dare la notizia, ha cercato di avere un commento ufficiale da Nest che ha dichiarato: “Revolv ha rappresentato un primo grandioso passo verso la smart home connessa, ma crediamo che la nostra piattaforma Works with Nest sia una soluzione migliore, per questo stiamo allocando tutte le risorse su questo progetto”. Nest non ha voluto dichiarare alla stampa il numero esatto di utenti che saranno colpiti dalla decisione di procedere allo shut down.

Decisamente non una mossa molto astuta da parte di un player che vuole dominare il mercato mondiale della smart home, dato che sta generando ondate di rabbia comprensibili tra gli utenti. Un voltafaccia gratuito e poco attento a tutti coloro che hanno creduto sin dall’inizio nel progetto, che hanno acquistato il prodotto e che in alcuni casi hanno addirittura contribuito alla fase di funding della startup finanziandone i primi passi imprenditoriali.

Una decisione inusuale che arriva in un momento difficile per Nest e Google stessa nel settore della domotica, dato che alcuni osservatori bene informati riportano che ci siano diversi attriti in corso e che si sia verificato addirittura un esodo degli ex dipendenti della Dropcam (la security startup acquisita da Google e Nest) subito dopo la fusione con l’attuale casa madre.

Altro che obsolescenza programmata, staremo a vedere.

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