Il ritorno delle lampadine a incandescenza. Grazie alla nanotecnologia

Tre ricercatori del MIT hanno inventato una lampadina a incandescenza con una efficienza energetica molto vicina a quella della tecnologia a LED, grazie all’utilizzo delle nanotecnologie. Il sistema si basa su un approccio inedito: il riciclo della luce. In pratica è un processo in due fasi: prima di tutto abbiamo un filamento metallico tradizionale che viene riscaldato, con tutta la perdita di energia che conosciamo. Nella seconda fase però, invece di lasciar dissipare la gran parte dell’energia prodotta sotto forma di calore e radiazioni infrarosse, alcune strutture secondarie che circondano il filamento catturano le radiazione emesse e le riflettono al filamento stesso. L’energia viene quindi riassorbita ed emessa di nuovo come luce visibile all’occhio umano. Queste strutture, sotto forma di cristalli fotonici, sono costruite partendo da elementi che sono facilmente reperibili in natura e molto economici. Un processo economico, efficiente e dalla potenziale economia di scala che lo renderebbe facilmente trasferibile alla produzione industriale.

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Il prototipo della nuova lampadina nanotech progettata dal MIT

La valutazione finale della performance energetica e luminosa, secondo il MIT, ha visto risultati sorprendenti che arrivano ad un tasso di efficienza pari a circa il 40%. Considerando che una lampadina ad incandescenza tradizionale arriva ad un tasso del 2-3%, quelle CFL (compact fluorescent) si attestano sul 7-15%, e la tecnologia a LED disponibile sul mercato oscilla tra il 5 e il 20%.

Il mercato dell’illuminazione ha accolto con entusiasmo la notizia: nonostante le lampadine ad incandescenza siano considerate obsolete da molti, ci sono ancora molti consumatori che rimangono ancorati a questo prodotto a causa del maggior calore trasmesso dallo spettro di luce, dovuto principalmente proprio allo spreco energetico dovuto alla produzione di calore e radiazioni infrarosse. Il valore totale reale delle vendite del mercato globale dell’illuminazione è cresciuto di oltre il 13% nell’ultimo anno, raggiungendo quota 23 miliardi di dollari USA, con un crollo progressivo dei prodotti tradizionali (-68%) con alcune nicchie di resistenza dovute a questi consumatori più tradizionalisti e a necessità specifiche di illuminazione degli ambienti. Prodotti LED e CFL dominano il mercato, come possiamo vedere anche nelle nostre case.

Seppure il materiale che compone le strutture nanotecnologiche del prototipo MIT sono relativamente molto economiche e facilmente disponibili sul mercato, le tecnologie necessarie ad implementare simili teconologie sono ancora molto costose  in termini di costi fissi e di startup. Le stime non prevedono economie di scala in questo tipo di tecnologie prima dei prossimi 5-10 anni, un medio-lungo periodo.

Un periodo del tutto sufficiente perché le tecnologie ora disponibili vadano a surclassare definitivamente qualsiasi tecnologia ad incandescenza. Un mercato in cui i margini si assottigliano (come abbiamo visto nell’articolo su Qube e le startup del settore), è ancora meno ricettivo ad investimenti audaci.

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Mushroom lamp – di Yukio Takano (su Inhabitat)

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