On the road! verso la strada intelligente?

Scott Brusaw è un ex ingegnere elettrotecnico che ha deciso di fondare una startup per fabbricare una speciale tecnologia destinata alla pavimentazione stradale. Solar Roadways, che sta arrivando alla piena produzione dei propri road tiles dopo l’iniziale fase di testing, produce uno speciale esagono modulare destinato a sostituire l’asfalto nelle strade, autostrade, parcheggi e simili. Si tratta di blocchi connessi che implementano pannelli solari e luci a LED, fatti per essere installati nella parte superficiale dell’asfalto. Sono in grado, oltre a trasformare i raggi solari in energia elettrica, di riprodurre la segnaletica stradale e mostrare istruzioni o grafiche in tempo reale attraverso la connessione automatica ad un hub di gestione centralizzato. Lo scopo è quello di sostituire l’asfalto creando una strada hi-tech ecologica in grado di generare energia e migliorare sicurezza stradale ed esperienza di guida.

I blocchi esagonali sono progettati anche per resistere al congelamento, rendendo in pratica molto difficile l’accumulo di neve in condizioni metereologiche avverse. Sono inoltre in grado di resistere a pesi oltre del 100 tonnellate, in modo da supportare efficacemente il traffico stradale di veicoli di ogni genere, anche pesanti o industriali, come hanno dimostrato i severi test di ingegneria civile cui sono stati sottoposti.

La Solar Roadways è nota alle cronache internazionali per aver completato con successo una campagna di crowdfunding su Indiegogo nel giugno 2014, che ha consentito di acquisire oltre due milioni di dollari di fondi da oltre cinquantamila sostenitori da tutto il mondo. Il potenziale rappresentato da questa tecnologia consente anche una automatica facile integrazione con i sistemi di ricarica delle auto elettrice oppure spianare la strada (nel vero senso della parola!) alle tecnologie driverless su cui stanno investendo energie imponenti i colossi della tecnologia come Google.

Ovviamente si tratta di una infrastruttura complessa che, nel confronto con la strada tradizionale, può comportare costi sensibilmente maggiori. Eppure promette di ammortizzare l’investimento ed i costi fissi ingenti ripagando la spesa iniziale grazie alla produzione di energia elettrica che, secondo le prime stime dell’azienda, potrebbero coprire addirittura tre volte il fabbisogno energetico degli USA, oltre a generare un evidente risparmio in termini di manutenzione stradale.

Le istituzioni federali americane che si occupano di trasporti e autostrade hanno già supportato pubblicamente il progetto, anche con un impegno finanziario, permettendo l’installazione di tratti di strada dimostrativi e parking lots su tutto il territorio USA. Mentre il mondo pensa alle smart city, alla smart grid (vi ricordate di Ohmconnect che abbiamo intervistato tempo fa?), e addirittura macchine senza guidatore, forse è il momento di ripensare drasticamente anche le nostre infrastrutture e le strade che percorriamo ogni mattina mentre andiamo a lavorare.

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[Header photo by Thomas Kelley via Unsplash.com]

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