Cina: corsa alle opportunità nelle città emergenti

Osservando le opportunità nell’enorme mercato cinese, attenti osservatori internazionali si stanno concentrando sempre di più sulle cosiddette città emergenti. Le second-tier cities sono municipalità al di fuori di quelle principalmente destinatarie dei flussi di investimento che hanno caratterizzato la crescita cinese negli ultimi decenni, ma offrono ora enormi opportunità di business. Il 2014 è stato un anno interessante per l’economia cinese: un rallentamento nella crescita che ha comunque confermato un +7,4% nella crescita del PIL che ha di gran lunga oltrepassato la media globale del +3,3%, ed il superamento degli Stati Uniti quale maggiore economia di destinazione dei flussi internazionale di investimenti diretti esteri secondo l’UNCTAD.

Il sistema di classificazione pluri-livello delle città cinesi (A.C. Nielsen - Rabobank)

Il sistema di classificazione pluri-livello delle città cinesi (A.C. Nielsen – Rabobank)

Le città emergenti, o second tier cities in una classificazione piramidale a quattro gruppi abbastanza condivisa, dovrebbero essere invece rinominate first class opportunity cities dato che hanno rappresentato negli anni recenti veri e propri motori di crescita economica con investimenti impressionanti in infrastrutture e nuovo business. Possiamo considerare l’area di maggiore interesse come una aggregazione di municipalità che esclude Beijing e Shanghai, includendo invece gran parte delle capitali provinciali ed una selezione di aree costiere sviluppate

Qingdao city - provincia dello Shandong

Qingdao city – provincia dello Shandong

(Guangdong, Fujian, Jiangsu, Zheijiang, Shandong, Liaoning and Hebei) che registrano un performance economica crescente. Città che ospitano un livello importante di popolazione cittadina (oltre i tre milioni di unità) e possono essere classificate come importanti nel network amministrativo cinese. Città come Harbin, Shenyang, Dalian, Chengdu in un gruppo di circa 50 municipalità che movimentano oltre un quarto dell’intero PIL cinese ed un reddito pro capite che sta rapidamente raggiungendo gli elevati livelli di città come Shanghai, considerando che già possiamo considerarli all’80% del reddito medio di un cittadino di Pechino o Shanghai.

Un esempio: Walmart in Cina

Un esempio: Walmart in Cina

E’ interessante notare come quasi tutte queste città di secondo livello abbiano una notevole esposizione ad un gruppo di celebri marchi internazionali, molto comuni nelle città di livello primario. Per esempio Chengdu è tra le prime cinque città per numero di store di brand internazionali come H&M, Starbucks, Watson o Zara. Hangzhou è al terzo posto per numero di BMW store in tutta la Cina, ed ognuna delle municipalità di secondo livello ha almeno 2 o 3 Wanda shopping mall confermano un interesse ben preciso.

Possiamo rilevare anche un incremento graduale dei segnali che identificano il grado di maturazione del mercato in queste città di livello 2: i settori terziari e retail vedono una penetrazione crescente dovuta al minore livello di saturazione rispetto alle megalopoli tradizionali. Un mercato al consumo che vede vaste opportunità di rapidi e importanti ritorni a breve termine per molti top brands internazionale ma anche per aziende emergenti che stanno investendo nella ramificazione e nel consolidamento del proprio prodotto, soprattutto per la possibilità di comunicare direttamente il proprio brand ad una nutrita audience di consumatori in evoluzione.

[Traduzione dall’originale pubblicato su China Daily Mail]

Chinese consumer

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