Cina: la partita a scacchi degli accordi regionali

USA e Cina si scontrano con strategie parallele e stridenti nell’intera area Asia-Pacifico: il TPP (Trans Pacific Partnership), cui non ha aderito il colosso cinese, e il RCEP guidato dalla Cina e dalle dieci nazioni dell’ASEAN, destinato a creare un libero mercato regionale di oltre tre miliardi di persone ed una quota del PIL mondiale prossima al 27%. Nello scontro regionale la Cina punta tutto sugli FTA (free trade agreements) che cominciano a fioccare nell’area (oltre 200 quelli censiti dal WTO) cercando di accorciare i tempi e garantire la propria leadership negoziale nei confronti degli altri attori. I round negoziali del RCEP hanno sinora coperto un’ampia gamma di servizi e prodotti, arrivando a definire anche standard della proprietà intellettuale, della concorrenza, degli investimenti, con conseguenze concrete per il business potenziale nell’area.

RCEP 5th round

RCEP 5th round

Il prossimo round negoziale, il sesto, è programmato per la prima settimana di dicembre a New Delhi in India. Un round chiave dopo i successi del precedente che ha raggiunto il punto di massima convergenza sul commercio delle merci (soprattutto nelle modalità di negoziazione delle tariffe doganali), sui regolamenti tecnici e le misure sanitarie e fitosanitarie. Rimangono nodi importanti come la lotta alle barriere non tariffarie e le ROO (rules of origin).

Il momento è quello giusto: si è appena concluso il quinto round negoziale nell’accordo di libero scambio tra Corea del Sud,

RCEP - dura negoziazione nel quinto round

RCEP – dura negoziazione nel quinto round

Giappone (che è fuori dal TPP come la Cina) ed il colosso cinese. Un mercato da 1,5 miliardi di persone e quindicimila miliardi di dollari. La Cina preme sull’acceleratore, come dimostrano le recenti dichiarazioni al Sole 24 Ore di Zhang Yansheng segretario generale del comitato accademico della National Development and Reform Commission ed architetto delle riforme del terzo plenum del partito: “La Cina deve avere un’attitudine aperta a qualsiasi tipo di accordo di libero scambio, sia multilaterale che bilaterale […] I free trade agreement servono alla Cina, in questo momento, per amplificare gli effetti delle riforme interne specialmente nell’area Asia-Pacifico”.

Nell’intricato scacchiere asiatico, gli interrogativi più importanti sono ancora irrisolti: è immaginabile un TPP senza la Cina? Quali saranno gli effetti per le aziende che operano nel’area? Come si raccorderanno i vari accordi di libero scambio? Quali saranno gli effetti dell’accordo WTO di Bali?

La partita è ancora tutta da giocare, ed è troppo presto per lanciarsi in qualsiasi azzardato pronostico.

CHINA Pechino: il diciottesimo plenum del PCC nel 2013

CINA Pechino: il diciottesimo plenum del PCC nel 2013

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