Piove a dirotto a Dubai

Pranzare in una veranda bavarese osservando la pioggia cadere e cullare i verdi abeti sulla strada. Sarà uno degli angoli d’Europa a Dubai, secondo l’ambizioso progetto The Heart of Europe che mira a costruire un complesso di isole artificiali che riproducono città, paesaggi, architetture e addirittura le caratteristiche climatiche della vecchia Europa. Un mirabolante progetto di sviluppo senza precedenti, che viene lanciato dai developer austriaci di Kleindienst Group sulle isole artificiali realizzate dal gruppo Nakheel (celebre per aver realizzato Palm Jumeirah). Un sogno abbandonato nel 2008 sotto i colpi della crisi economica che ha trascinato Nakheel e altri pilastri della roboante economia emiratina nell’empasse e nel successivo salvataggio bancario da record.

The Hearth of Europe Dubai il masterplan del progetto

Il masterplan del progetto The Hearth of Europe Dubai

Adesso si riparte, e in pompa magna. Un complesso di sei isole artificiali a 4 km dalle coste di Dubai. Un gigantesco progetto di hospitality di lusso su una superficie di sei milioni di metri quadrati, con 3.000 stanze, resort progettati in base al target, e le prime strade interamente climatizzate al mondo. Oltre alla migliore tecnologia al mondo per la climatizzazione degli ambienti outdoor, il CEO del gruppo Josef Kleindienst mira a riprodurre le precipitazioni tipiche della vecchia Europa, dalla neve alla pioggia, per ricreare un ambiente turistico esclusivo ed unico al mondo per i nuovi flussi turistici del mondo arabo. Kleindienst scommette che entro quindici anni il THOE complex sarà la location più esclusiva e costosa dell’intera area emiratina: un potenziale di sviluppo enorme, per un progetto rischioso e ambizioso al tempo stesso.

The Hearth of Europe Dubai le ville galleggianti

Le ville galleggianti, potevano mancare?

La main island sarà una riproduzione in salsa austriaca, collegata con ponti galleggianti a Svizzera, Monaco, San Pietroburgo, Svezia e Germania. L’architettura mirerà a riprodurre atmosfere ed eredità artistico-culturali dei paesi e città di riferimento, oltre a staff originario per rendere il tutto ancora più autentico. Se non gradite il Las Vegas

Josef Kleindienst CEO del gruppo omonimo

Josef Kleindienst CEO del gruppo omonimo

sounding potrete sempre ammirare i quindicimila ulivi ultramillenari che l’azienda sta per piantare sulle isole, oltre a una miriade di altri progetti mirati alla riproduzione della vegetazione in ogni minimo particolare.

Decisamente un balzo in avanti nella scia dei numerosi progetti lanciati in città dopo l’aggiudicazione dell’Expo 2020, che abbiamo già visto in dettaglio. Certamente si tratta di una scommessa molto azzardata rispetto agli investimenti più mirati che abbiamo visto in precedenza. Eppure Mr. Kleindienst, che sta risolvendo brillantemente alcuni notevoli problemi infrastrutturali e logistici, ha già preparato un sale program che fa ben sperare.

Rumors fanno presagire che ci saranno interessanti opportunità per il design scandinavo/nord europeo. Forse è il momento di creare una Little Italy Island, magari agganciando il developer giusto.

Per il prossimo viaggio a Dubai, preparate l’ombrello.

L'aquapark e l'acquario del THOE complex saranno i più grandi al mondo. Ovviamente.

L’aquapark e l’acquario del THOE complex saranno i più grandi al mondo. Ovviamente.

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