Dubai: business vorticoso per i progetti dell’Expo

Quando due settimane fa da Parigi è arrivata la notizia del voto definitivo dei 167 paesi membri del Bureau of International expositions (BIE) che ha designato Dubai quale sede della World Expo 2020, festeggiamenti incontenibili hanno animato strade, locali e media emiratini. Degna conclusione dopo una campagna martellante dei vari top player del business emiratino a Dubai e la forte promozione mediatica voluta dal ruler della città Shaikh Mohammed Bin Rashid Al Maktoum (che è anche vice presidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti). Dubai ha superato le altre città candidate (Izmir in Turchia, Ekaterinburg in Russia e Sao Paulo in Brasile) anche grazie all’endorsement determinante di Canada, Francia e Regno Unito.

La campagna promozionale per l'Expo 2020 non risparmia gli edifici simbolo della città.

La campagna promozionale per l’Expo 2020 non risparmia gli edifici simbolo della città.

Superato l’ostacolo si aprono prospettive frenetiche di business grazie all’accelerazione dei progetti in corso nei vari segmenti contract più rilevanti: residenziale, turistico, hospitality, retail e commerciale. Il CEO di Dubai Investments ha dichiarato che il gruppo si aspetta oltre quattro milioni di visitatori al mese durante l’evento e, letteralmente, un’esplosione di progetti edilizi con l’avvicinarsi del 2020. Su tutti spiccano il progetto di costruzione del nuovo aeroporto Al Maktoum International ed il parco a tema Meraas, entrambi a Jebel Ali. L’aeroporto, meraas theme parksecondo il progetto dell’ex ruler di Dubai da cui prende il nome, dovrebbe diventare il maggiore del mondo oltre a porsi come cardine centrale della zona economica Dubai World Central: un sistema integrato di attività economiche che vanno dall’aeronautica, alla logistica, sino allo sviluppo di business commerciali e residenziali su larga scala. Su una superficie larga oltre due volte l’isola di Hong Kong (140 km quadrati circa) dovrebbe arrivare ad un volume operativo annuale di oltre 160 milioni di passeggeri e 12 milioni di tonnellate di merci. Il parco divertimenti sarà invece un progetto mastodontico che integra cinque theme parks di stile statunitense connessi da una pletora di ristoranti ed hotel per hospitality ed entertainment globale di altissimo livello mentre si vocifera che sarà dotato anche del più grande centro commerciale del pianeta. sheikh mohammed Gli investimenti massicci saranno destinati all’hospitality come hanno confermato diversi osservatori e operatori del settore contract, come Christopher Hewett della TRI Hospitality Consulting che ha dichiarato a Property Weekly:

Considerando che l’attuale livello di accoglienza del settore hospitality si aggira intorno all’80% della piena operatività, il mercato avrà necessità di nuove strutture per affrontare l’incremento dei flussi turistici e business previsti.

Secondo una stima informale ed un calcolo approssimativo, mr. Hewett ipotizza un incremento del numero complessivo delle camere di hotel (e strutture correlate, come gli hotel apartments) che sfiora il +20% solamente entro il 2017. Numeri impressionanti ma comprensibili, se si considera che uno dei pilastri che ha  guidato lo sviluppo di Dubai sin dagli albori è proprio il turismo. Dopo la flessione imponente dovuta all’impatto della crisi e all’implosione di alcune bolle speculative nel settore edilizia / real estate, Expo 2020 rappresenta un ottimo traino anche per le aziende estere che vogliono sviluppare o consolidare la propria presenza negli Emirati. Il momento più opportuno è proprio l’attuale, magari cogliendo le opportunità offerte dalle molte free zones del paese per aprire branch locali o investire direttamente con una pressione fiscale nulla ed una gamma di servizi alle imprese invidiabile. Un esempio su tutti sono le aziende del design che hanno abbandonato quasi del tutto azioni di marketing classiche (come la partecipazione alla INDEX di Dubai) in favore di iniziative più mirate (marketing B2B, pressione sui canali dei developer e realtor contract, promozione presso gli studi di architettura globali).

Questo può essere il momento giusto per schiacciare l’acceleratore.

Al Maktoum Airport

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