Partnership USA-UE: concluso il primo round negoziale

Il primo round di negoziati per l’accordo TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) tra Stati Uniti ed Unione europea si è concluso il 12 luglio a Whashington, D.C. I negoziatori si sono incontrati in una sessione plenaria di apertura che ha sottolineato l’importanza per la crescita economica reciproca e delineato le linee negoziali dei round successivi, soprattutto in vista della tappa successiva prevista il prossimo ottobre a Bruxelles.

Tra gli argomenti chiave affrontati nel primo round figurano l’accesso al mercato dei prodotti agricoli ed industriali, le misure sanitarie e fitosanitarie, servizi e proprietà intellettuale, ma anche sviluppo sostenibile, PMI, concorrenza e agevolazioni doganali.

L’aspetto più interessante è che entrambe le squadre di negoziatori hanno avuto modo, nel periodo precedente l’avvio dei negoziati, di incontrare i maggiori stakeholder economici e finanziari per definire una piattaforma negoziale ed agevolare la definizione delle direzioni da intraprendere.usa-eu-hand-shake

Lodevole la trasparenza della Commissione Europea, che ha messo a disposizione un portale dedicato ai negoziati con la possibilità di accedere alla documentazione fornita dai vari gruppi d’interesse imprenditoriali, con uno spettro settoriale praticamente completo. Oltre ai noti aspetti sottolineati anche sulla stampa dalle organizzazioni dell’industria automotive, e dagli altri top player europei, è interessante per il Made in Italy la posizione di Confindustria FederOrafi. La federazione sottolinea l’importanza di raggiungere una reciprocità commerciale in grado di equiparare sul piano competitivo i produttori europei ai concorrenti all’interno del mercato USA. Il problema maggiore è l’applicazione di tariffe doganali proibitive non solo sul valore aggiunto del prodotto finito, ma anche sulla materia prima che in questo settore compone il 90% circa del prodotto per ovvi motivi. I produttori infatti importano ora, argento e materie prime preziose dagli USA per la lavorazione artigianale/industriale in Europa, e reintroducono il prodotto finito nel mercato statunitense incappando nell’applicazione delle tariffe doganali. L’armonizzazione dei sistemi USA ed UE nel settore garantirebbe reciprocità e livellamento delle condizioni di partenza tra i vari competitor, con importanti conseguenze considerando che gli USA sono il primo mercato al mondo in questo settore.

Il settore orafo chiede all'UE di spingere sulla reciprocità commerciale

Il settore orafo chiede all’UE di spingere sulla reciprocità commerciale

Ma le opportunità non riguardano solo i singoli settori specifici: un aspetto di fondamentale rilevanza, a mio avviso, è la piattaforma europea riguardo le barriere non tariffarie, che rappresentano un ostacolo consistente che rischia di arginare i flussi commerciali transatlantici anche dopo il presumibile livellamento delle tariffe doganali. Il gruppo di lavoro HLWG (United States-European Union High Level Working Group on Jobs and Growth) propone nella piattaforma di partenza l’elaborazione di un ambizioso accordo trasversale sulle barriere non tariffarie, che vada ad integrare l’accordo WTO sul tema, implementando un meccanismo bilaterale in grado di semplificare vincoli, certificazioni, omologazioni et similia che incidono sull’apertura commerciale reciproca:

An ambitious “TBT-plus” chapter, building on horizontal disciplines in the WTO agreement on Technical Barriers to Trade (TBT),including establishing an ongoing mechanism for improved dialogue and cooperation for addressing bilateral TBT issues. The objectives of the chapter would be to yield greater openness, transparency, and convergence in regulatory approaches and requirements and related standards development processes, as well as, inter alia, to reduce redundant and burdensome testing and certification requirements, promote confidence in our respective conformity assessment bodies, and enhance cooperation on conformity assessment and standardization issues globally.

Nel definire in dettaglio gli aspetti negoziali, la Commissione Europea fa esplicito riferimento alle PMI, che trovano i maggiori ostacoli nella possibilità di accedere alle informazioni sulle normative tecniche e bypassare gli ostacoli non tariffari. A tale riguardo, oltre ad auspicare la creazione di un rulebook condiviso e unitario sulle certificazioni/omologazioni industriali, si inciderà sui livelli federali/intracomunitari per semplificare anche le disomogeneità tra vari stati membri UE o stati federali USA.

Nel settore dei veicoli elettrici c'è una forte cooperazione USA/UE nel definire standard e regolamenti tecnici globali

Nel settore dei veicoli elettrici c’è una forte cooperazione USA/UE nel definire standard e regolamenti tecnici globali

Conseguenze importanti, e probabilmente anche realizzabili nell’immediato, si avranno anche sull’armonizzazione dei regolamenti tecnici. Un esempio su tutti è l’industria dei veicoli elettrici che vede una forte cooperazione tra USA e UE in sede UNECE sulle normative tecniche globali che coinvolgono tutti gli aspetti relativi a sicurezza e impatto ambientale. Una strada non praticabile per tutti i settori in generale, ma che apre prospettive concrete nelle tecnologie innovative dove un approccio simile può rivelarsi efficace e semplice da attuare.

La partita è ancora tutta da giocare: le questioni spinose o complesse abbondano, come anticipavo nel mio post sulle “sirene a stelle e strisce”.

Ma la spinta economica (geopolitica?) a proseguire nell’integrazione promette sviluppi dirompenti.

La partita è lunga...

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